Cari utenti, mi dimetto per un mese

18 luglio 2008 § 9 commenti

Come avrete notato dagli ultimi interventi, il mio cervello è già in vacanza da un po’… almeno da prima (giustamente) degli esami… Insomma non ha aspettato il 21 di giugno per cessare ogni attività. Stasera finalmente il mio corpo avrà la possibilità di imitarlo: insomma, si parte per il mare!
Tutto ciò per dire che mancherò per un mese… come sopravviverò senza i miei amici e senza i miei gigabyte di musica? Per i primi, spero si ricordino di me ogni tanto (prrr), per la seconda non c’è rimedio visto che non ho voglia di masterizzare…
Non mi resta altro, quindi, che augurare buone vacanze a tutti!
 
A tutti i miei amici
Ai fantastici 7
Ai compagni di classe
Agli amici degli amici
Ai conoscenti
A chiunque passi di qua
Alla mia bellissima MILANO
 
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(Fiorenza si è dimessa)

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Gita ad Arona!

16 luglio 2008 § 10 commenti

Su insistenza di QUALCUNO scrivo un articolo sulla lunghizzima giornata di ieri… =P
Ritrovo alle 8.30 in stazione Garibaldi, riusciamo a prendere il treno delle 9 nonostante vari ritardatari e nonostante l’impellente bisogno di andare in bagno del Far… il viaggio ce lo passiamo scattando foto e disturbando la gente nel vagone (sti teppisti)… Cmq le barzellette politecniche tristissime comandano. Le sa tutte il Far… XD
Arrivati ad Arona, ci facciamo subito riconoscere: Lele e Fra profanano con foto idiote il monumento ai caduti… Altre foto idiote ce le scattiamo sotto lo sguardo truce dei passanti (vedere l’album per credere). La mattinata passa quindi tra boiate varie, dalla foto alla toilette naturale a quella del potente zampillo, da quella con gli spiriti di Fra e Lele (sempre loro…) a quella con la maledizione degli antichi, dall’improvvisa ricrescita della chioma di Fra al suo raptus d’amore per una statua…
Dopo una passeggiata sul lungolago (abbiamo fatto 50 metri in 2 ore), optiamo per andare a pranzare. La Ste ci conduce in una pizzeria, dove ce la prendiamo con comodo: pizze buonissime! Le foto di gruppo sono d’obbligo, ce le facciamo scattare distogliendo la cameriera dal suo lavoro…

Fiorenza Far Stefy Fra Fra Guido Lele in pizzeria

Usciamo dopo aver pagato il conto (quale inutile e faticosa burocrazia), ci svacchiamo un po’ all’ombra, poi decidiamo di metterci in cammino. Meta: nessuna. Ci fermiamo prima da un gelataio, poi davanti ad un portone dove Far, Lele e Fra riscoprono il loro essere donne, poi davanti ad una chiesa dove i suddetti signori tentano per tipo 50 volte di fare una foto a Fra in caduta libera. Riprendiamo il cammino e vaghiamo per oltre un’ora con la scusa di "vediamo cosa c’è oltre quella curva", ci addentriamo per i boschi, fatto sta che alla fine arriviamo quasi in cima alla montagna XD
Ma a questo punto le donne da me capitanate decidono di averne abbastanza, e autonomamente si avviano per tornare verso Arona. I maschietti protestano ma alla fine ci seguono… Ed abbiamo avuto la prova che donne rulez =P
Giunti di nuovo sul lungolago, ci svacchiamo nuovamente all’ombra, dove vengo colta da abbiocco. Intanto gli altri se la passano osservando le tattiche di approccio di un vecchio marpione, che sicuramente fingeva di aver perso il cell… e il suo cagnolino assatanato, a cui cominciamo a lanciare pezzi di pane col risultato di farlo ingarbugliare nel guinzaglio… e la vecchina, che gelosa osservava il vecchio approcciare con delle 50enni… Il tutto si risolve col lieto incontro del vecchio e della vecchina. Ci accorgiamo poi che è tardi e che bisogna andare… ci dirigiamo in stazione, dove perdiamo il Far, colto da un altro attacco di bisogno, prendiamo il treno (dopo aver recuperato il Far XD) e ce ne torniamo a casa, incontrando tra l’altro una coppia di lesbiche le quali, e lo dico solo per insistenza di QUALCUNO, sono state la chiave di volta della giornata =P
Cmq, gita stancante ma molto divertente… non posso credere che dei futuri ingegneri siano così fuori di zucca!!! Ciau!!!
 
Tutto il mitico gruppo! 2
(foto di gruppo è d’obbligo, secondo il consiglio vincolante di QUALCUNO… prrr)

Grigliata!

13 luglio 2008 § 5 commenti

Mi sembra giusto nei confronti di Hanny citare nel mio blog la grigliata di oggi… Tre ore per capire dove dovevamo andare… nonostante la bellissima mappa da me stampata… Sole dalle 11 quando siamo arrivati fin le 3… abbiam fatto in tempo a grigliare spiedini, salamelle e carne ignota… ma buona! Quando s’è messo a piovere, abbiamo raccolto le macerie alla buona e ci siamo trasferiti nell’appartamento della signora Borrini Catterina. Abbiamo giocato a carte, poi ci siamo alcolizzati (con i Bacardi è un po’ impossibile…), poi abbiamo ciciarato fino alle 7 quando è venuta ora di andar via. Fantastica la mia ripartenza in salita, per uscire dal box… Ho lasciato giù due pneumatici XD
Il ritorno è stata la parte memorabile… la cartina era scomparsa… dopo aver sbagliato direzione almeno 3 o 4 volte, giungiamo alla via che mi sembrava di aver percorso all’andata… finisco a percorrere una pista ciclabile in contromano con la macchina! Ed ero piuttosto di fretta… sbagliamo direzione ancora una volta, invertendo di marcia faccio il pelo ad un furgone parcheggiato, vaghiamo dispersi per le vie di Cinisello Balsamo, ci ritroviamo a Cusano Milanino quando Elena ricorda improvvisamente la strada… Riesco quindi a riportare sani e salvi i miei "bagagli" XD
Conclusioni: Hanny, quando replichiamo? Cmq casa tua è bellissima, e pure il giardino ^^
Ah, dimenticavo: ma quanto è genio il Far che ha infilzato una mosca usando lo stecchino degli spiedini? E quanto è genio Hanny che dopo aver montato il gazebo in caso di pioggia si accorge che manca il telo?? XD
GRAZIEEEE!!!! Ciau fagiani =P
 

Immagine 4126

Sogna, ragazzo sogna

6 luglio 2008 § 2 commenti

Voglio dedicare questa canzone ai miei amici: vecchi, o nuovi, o ritrovati… Vi voglio bene.
 
Sogna, ragazzo, sogna
E ti diranno parole
rosse come il sangue, nere come la notte;
ma non è vero, ragazzo,
che la ragione sta sempre col più forte; io conosco poeti
che spostano i fiumi con il pensiero,
e naviganti infiniti
che sanno parlare con il cielo.

Chiudi gli occhi, ragazzo,
e credi solo a quel che vedi dentro;
stringi i pugni, ragazzo,
non lasciargliela vinta neanche un momento;
copri l’amore, ragazzo,
ma non nasconderlo sotto il mantello;
a volte passa qualcuno,
a volte c’è qualcuno che deve vederlo.

Sogna, ragazzo sogna
quando sale il vento
nelle vie del cuore,
quando un uomo vive
per le sue parole
o non vive più;
sogna, ragazzo sogna,

non lasciarlo solo
contro questo mondo,
non lasciarlo andare,
 sogna fino in fondo
fallo pure tu…
 
Sogna, ragazzo sogna
quando cade il vento
ma non è finita,
quando muore un uomo
per la stessa vita
che sognavi tu;
sogna, ragazzo sogna
non cambiare un verso
della tua canzone,
non lasciare un treno
fermo alla stazione,
non fermarti tu…

Lasciali dire che al mondo
quelli come te perderanno sempre;
perchè hai già vinto, lo giuro,
e non ti possono fare più niente;
passa ogni tanto la mano
su un viso di donna, passaci le dita;
nessun regno è più grande
di questa piccola cosa che è la vita

E la vita è così forte
che attraversa i muri per farsi vedere
la vita è così vera
che sembra impossibile doverla lasciare;
la vita è così grande
che quando sarai sul punto di morire,
pianterai un ulivo,
convinto ancora di vederlo fiorire

Sogna, ragazzo sogna,
quando lei si volta,
quando lei non torna,
quando il solo passo
che fermava il cuore
non lo senti più;
sogna, ragazzo sogna,
passeranno i giorni,
passerà l’amore,
passeran le notti,
finirà il dolore,
sarai sempre tu…

Sogna, ragazzo sogna,
piccolo ragazzo
nella mia memoria,
tante volte tanti
dentro questa storia:
non vi conto più;
sogna, ragazzo, sogna,
ti ho lasciato un foglio
sulla scrivania,
manca solo un verso
a quella poesia,
puoi finirla tu.

(Roberto Vecchioni, 1999)

Come confondere un idiota

3 luglio 2008 § 8 commenti

Firedout ritorna improvvisamente utile…
Questo è geniale:

imagesyoutube

Ritratti (2)

1 luglio 2008 § 5 commenti

Descrivere Giada sarebbe stata un’impresa decisamente difficile anche per chi la conosceva meglio di chiunque altro, ovvero sé stessa. Bella non si poteva dire, anzi non lo era affatto; con quegli occhi troppo scuri e vivaci nel suo volto pallido. Non aveva una figura slanciata, ma era piuttosto tarchiata. Aveva raggiunto i sedici anni senza che nulla in lei fosse cambiato, e lei stessa si stupiva d’esser già vicina alla maggiore età. Anzi, molte volte davanti allo specchio trovava motivo d’angoscia in qualche piccola ruga d’espressione.

La sua vita finallora non si era mai distinta per nulla, non era ricca e non era nemmeno povera, amava leggere opere poco impegnative, non sapeva suonare nemmeno uno strumento ed era ritenuta molto ignorante dalla sua madre (che aveva sempre tentato di trasmetterle l’amore per la cultura) e, a forza di sentirlo ripetere, anche da sé stessa. Detestava la geografia, la storia, la letteratura. Non conosceva una parola di francese o tedesco, cosa che scandalizzava tutte le buone madri del vicinato e le loro figliole, che non trovavano alcuna soddisfazione nella compagnia di una signorina tanto tediosa. Giada non si sforzava nemmeno di divenire piacevole, molto spesso era scortese quando intravedeva un’ombra di malanimo negli altri; non si preoccupava d’offendere nessuno né tantomeno aveva mai chiesto perdono in tutta la sua vita. Se le venivano mosse delle critiche, non si degnava nemmeno d’ascoltarle e incollerita abbandonava la stanza sbattendo la porta. Non era fra i suoi compiti capire gli altri; erano gli altri a dover capire lei. Ogni favore veniva accolto come qualcosa di dovuto, e i suoi grazie non venivano mai dal cuore, ma erano pronunciati con la decisa antipatia nei confronti di ogni galateo, come se ringraziare le fosse apparso un’inutile e faticosa burocrazia. Ogni sforzo doveva avere una precisa motivazione, altrimenti non avrebbe gradito nemmeno alzarsi dal letto la mattina.

Insomma Giada non aveva di fronte a sé la porta di una vita sociale, era semmai destinata, come riteneva la sua buona madre, a una vita quantomai insulsa, e sola. Questo però non le era mai stato detto, e le sue speranze riposte nell’avvenire erano assai variegate.

Talvolta, nel culmine del disprezzo di ogni convenzione, avrebbe desiderato fuggire dalla realtà, girovagare per il mondo come una nomade, senza meta e senza fine. Talvolta si sentiva improvvisamente legata al suo mondo, sognava una vita borghese, con un marito ricco e una bella casa. La sua casa ideale l’aveva ben in mente, purtroppo però non aveva altrettanto in mente un marito ideale. La questione non se l’era mai posta; in tutti i libri che aveva letto le donne sposavano sempre un uomo ricco, perciò non vedeva il motivo di una variazione.

Un’altra cosa che le sarebbe piaciuto fare nella sua vita era viaggiare. Non s’accontentava mai dei posti che conosceva, non la soddisfacevano; era sempre alla ricerca di angoli di mondo a lei ignoti, che le piacessero. Non nutriva particolari legami con la sua casa natia, venduta quando aveva solo cinque anni; e nemmeno trovava nella loro attuale casa una vera casa, che le dispiacesse lasciare alla sua partenza o che le facesse piacere rivedere al ritorno.

Così Giada si era convinta di non avere al mondo dei punti di riferimento dove desiderare di tornare, quando il destino, così lei sperava, l’avrebbe portata lontana. Lei stessa si rendeva conto, per l’assenza di questo attaccamento, d’essere molto diversa da tutti gli altri esseri umani; e questo, per così dire, difetto non solo era accettato, ma anche gradito, e questo non perché amasse ad ogni costo distinguersi dagli altri, quanto perché l’aveva lei sola scoperto e analizzato, e in ciò trovava compiacimento, nell’osservare la sua applicazione nello studio di sé, nell’ammirare la sua sagacia.

Ma i sogni, per quanto nobili, non bastano a garantire la bontà d’una persona; e specie per una come Giada, che pur ardendo realizzare i suoi sogni, non sarebbe mai stata in grado di cambiare sé stessa di una virgola, nemmeno per raggiungere la felicità.

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